Anche sì

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giovedì, 17 aprile 2008

Raccontami come finisce la favola..

La baciò, la baciò in un attimo di silenzio, mentre lei cercava di dirgli qualcosa di spiritoso o forse si aspettava che lui lo facesse. Il cuore di Magdalene si mostrò dubbioso, ma la sua faccia si illuminò per emozione e spavento. Cosa stava accadendo? Cosa sarebbe accaduto? Stè, annunciò la sua presenza con il click dell'accendino e sospirando beffardo disse: " e così è nata un'altra storia".
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sabato, 12 aprile 2008

Raccontami come continua la favola...

Magdalene, ascoltò; per qualche minuto la conversazione dei due amici: uno, il gracile, si chiamava Sté;, l'altro Coco, a quanto le era riuscito di capire. Magdalene aveva studiato italiano a scuola, ma non aveva mai dato troppa importanza a questa lingua e solo ora se ne rammaricava. Non riusciva a comprendere ogni parola, ma sembrava che i due amici parlassero degli usi tedeschi e che la cosa li facesse molto ridere. Normalmente Magdalene, avrebbe sbuffato per una conversazione del genere. In un mondo tanto globalizzato e omologato, cosa poteva esserci di tanto strano nel costume tedesco, Tra l'altro Berlino permetteva ogni genere di comportamento, non necessariamente i due avevano visto qualcosa di tipico, anzi, lei si convinse che assai difficilmente avrebbero potuto vedere qualcosa di veramente tedesco in capitale, forse a kassel, gli sarebbe potuto capitare, ma non a Berlino. Sia come sia, Magdalene non sbuffo affatto e con tutto il coraggio che aveva in corpo, conquistando la posizione seduta, sfoderò con un sorriso e il suo miglio accento italiano e disse
- scusate, cos'è che vi fa tanto ridere?
La battuta era scadente e Magdalene lo sapeva e poi potevano essere spagnoli o cubani e il rossore le prese le guance, il solo secondo che passò prima che il magrolino le rispose, fu il secondo più imbarazzante della sua vita, non considerando la volta che si era fatta la pipì addosso in prima elementare.
Sté, le rispose affabilmente e come se la conoscesse da tempo, sfoderò anche lui un bel sorriso, contagioso, che mostrava molti denti un po' ingialliti dal fumo e le rispose
- usi e costumi di un popolo bello come il tuo.
I tre risero e l'alto si spostò di tre quarti. i loro corpi formarono quasi un cerchio e a quel punto cominciò una conversazione delle più tipiche tra sconosciuti di cittadinanza diversa. Gli usi, i costumi, le parole "strane".. e il tutto era condito dalle risate troppo frequenti di Magdalene, risate imbarazzate, ma che la facevano sembrare ancor più bella di quanto non fosse e che rivelavano la strana sensazione che provava dentro, tra felicità e paura.
Parlarono a lungo e non senza momenti di difficoltà linguistiche, parlarono tanto che le gole si seccarono e allora via di gelato e al tramonto cominciarono a bere birra. Perché in Germania anche se non ti piace la birra, essendo la bevanda più economica, finisci sempre per berne in grandi quantità.
L'ebbrezza salì prima alla testa di Coco, che si seppe a quel punto che si chiamava Alexander, e che aveva bisnonni tedeschi, poi raggiunse Magdalene e infine Sté;. Una volta superati i freni inibitori sul sorriso di Magdalene rimase solo la felicità senza imbarazzo. Rimase con loro, seduta all'Ankelklaus fino a tarda notte. Aveva completamente dimenticato gli impegni e i doveri della giornata e rideva spensierata. Era estate, era giovane, cosa poteva accaderle per un giorno di vacanza improvviso?
Giunse il momento di salutarsi e i due si offrirono di accompagnarla sotto casa. "sono proprio italiani", pensò Magdalene e rise tra sè. All'angolo di Hobrechtstrasse, Sté si fermò al distributore di sigarette e Coco e Magdalene continuarono a camminare per alcuni metri, fino al portone di lei, a quel punto successe una cosa strana, una cosa che Magdalene desiderava ma non pensava che sarebbe accaduta...
postato da crunilde alle ore 09:01 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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venerdì, 04 aprile 2008

Raccontami una favola..

Era estate, anche a Berlino di tanto in tanto faceva molto caldo. Magdalene era sdraiata sull'erba in riva al canale, proprio vicino all'admiralbrücke. I battelli turistici aveva un gran da fare e i cigni si erano spinti proprio vicino alla riva, sperando di rimediare qualcosa da mangiare dalle creature non acquatiche e bianchicce che si avvicendavano sull'erba. C'era un discreto numero di persone sul praticello accanto a Magdalene. Lei si era quasi appisolata, sui suoi capelli rossi, quando a un tratto senti la voce e soprattutto la risata di un paio di ragazzi alle sue spalle. Dovevano essere spagnoli o forse italiani, per quel loro fare un po' goffo e rumoroso, festante senza motivo alcuno. La destarono incuriosendola. Erano una strana coppia d'amici. Uno alto ed impostato con due braccia da scaricatore di porto, l'altro magro, gracile, un po' stempiato con una gran voce acuta e piena. Magdalene li osservava ad una certa distanza e cercava di comprendere il loro discorso evidentemente molto spassoso. Il più alto si accorse di lei e poco dopo se lì trovò seduti a non più di tre metri di distanza. Non la guardavano, né le rivolgevano la parola, eppure era un invito, sembrava un invito o meglio ancora, quel gesto le sembrò un invito alla conoscenza. E Magdalene, nei suoi capelli rossi e nei suoi modi normalmente riservati, quasi fino all'introversione, si guardò intorno ed accetto quell'invito, perché così doveva essere, perché così poteva cominciare una nuova favola.
postato da crunilde alle ore 15:40 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
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